L'anno che verrà

Ascona

Anche questo lungo e sconvolgente 2020 è arrivato alla fine. E come ogni anno, è il momento di scambiarsi gli auguri, di condividere i desideri e le speranze per l’anno che verrà. La nostra è una sola, comune a tanti di voi.

E nell’attesa che le musiciste e i musicisti riconquistano ogni angolo di Ascona, che si riaccendano le luci sui palchi e che si possa gustare un jambalaya cullati dalla brezza del lago e dalla musica, chiudiamo gli occhi e ci abbandoniamo ai ricordi… 

Ripercorriamo le viottole di Ascona e ascoltando il suggerimento della Paolo Tomelleri Big Band, Let's Face the Music and Dance!, rievochiamo emozioni, volti, suoni e per un attimo è come se fossimo proprio lì, immersi nell’atmosfera del Festival!

The Original Pinettes Brass Band aprono le danze, guidando i più curiosi in ogni angolo del borgo, mentre sotto il grande tendone gli ultimi spettatori si affrettano a prendere posto: Kermit Ruffins li sta per accompagnare in un lungo viaggio alla scoperta della sua città, all’inno di “I’m so New Orleans”!

Poco più in là qualcuno non si perde la Steady Date con Mitch Woods e il suo “rock-a-boogie”; mentre Nicole Herzog & Stewy von Wattenwyl celebrano Billie Holiday, c’è chi si prepara a tuffarsi nella True Orleans con Shamarr Allen.
Kyle Roussel, il Rookie of the Year fa il suo debutto da bandleader e la brezza leggera diffonde il mix di bossa nova e samba di Luiz Meira.

Il soul di Opé Smith seduce Ascona e il vulcanico Glen David Andrews, con un repertorio tra funk e tradizione, fa esplodere la piazza, vi ricordate?
Seguendo un Fil rouge, Danilo Boggini ci racconta la sua storia fatta di note e incontri speciali; Nayo Jones si presenta per la prima volta al pubblico di JazzAscona e le giovani Voices guidate da Amari Ansari illuminano la notte.
È tardi ormai, quando la grintosa voce di Anaïs St. John celebra l’inizio di una lunga nottata. La jam session ha inizio….

Riapriamo gli occhi. Ascona sta riposando nel freddo inverno. Affidiamo le nostre speranze al futuro verso il quale ci incamminiamo, canticchiando “Here we are as in olden days /  Happy golden days of yore / Faithful friends who I dear to us /They gather near to us once more….”