Don Vappie’s Tribute to Danny Barker
Lillian Boutté, vocals
Don Vappie, banjo
Roderick Paulin, tenor sax
Patrick Artero, trumpet
Mike Esnault, piano
Mark Brooks, bass
Ocie Davis, drums
Style: New Orleans Jazz
From: U.S.A/ France
Uno straordinario cast di musicisti di New Orleans rende omaggio al chitarrista, banjoista, cantante, compositore, autore, storico, insegnante, comico, attore di New Orleans, Danny Barker. Un personaggio di grande spessore artistico e umano, di cui ricorre il Centenario della nascita, che ha lasciato profonde tracce nella cultura di New Orleans e che fra l’altro fu anche protagonista di una memorabile edizione del festival di Ascona nel 1989 (assieme a Louis Nelson). Il festival gli rende omaggio con due programmi speciali, presentati in anteprima a JazzAscona: il primo incentrato sul banjo, la chitarra, le composizioni originali e l’aspetto creolo nella musica; il secondo, con la cantante Lillian Boutté, che ripercorrerà i principali cavalli di battaglia del cantante e della moglie Blue Lu Barker. Il progetto è curato dal chitarrista-banjoista, produttore e arrangiatore di New Orleans, Don Vappie, che si avvale della collaborazione di una band di gran lusso, composta da diverse star della Città del Delta (oltre alla già citata Boutté, da citare perlomeno il bassista Mark Brooks) e dal trombettista francese Patrick Artero.
Nato nel 1909 e deceduto nel 1994, Danny Barker visse (e scrisse) la storia del jazz del XX. Secolo, lavorando al fianco di leggende come Jelly Roll Morton, Cab Calloway, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Sydney Bechet o Bunk Johnson. Barker compose fra l’altro "Don't You Feel My Leg" per la moglie e cantante Blue Lu Barker (con la quale incise frequentemente) e la hit "Save the Bones for Henry Jones", portata al successo da Nat King Cole. Negli anni 50 Barker fu uno dei protagonisti del Dixieland revival, che riportò al centro dell’attenzione del pubblico il vecchio e dimenticato jazz delle radici. Nel 1965 iniziò a lavorare come assistente curatore del New Orleans Jazz Museum, tenne conferenze sul jazz in numerose università, collaborò all’organizzazione del primo New Orleans Jazz Festival, e soprattutto diede vita alla Fairview Baptist Church Brass Band, che divenne negli anni una straordinaria fucina di giovani talenti, contribuendo in maniera importante al mantenimento di una ben radicata cultura del jazz a New Orleans. Barker lavorò assiduamente a questo scopo, sia come musicista sia come scrittore. Fra le sue opere da ricordare Bourbon Street Black (uscito nel 1973) e una biografia dedicata a Buddy Bolden. Barker è stato inserito nell’American Jazz Hall of Fame nel 1993 e ricompensato nel 1991 con un premio alla carriera da parte della National Endowment for the Humanities.
Performing dates: 25/6 – 4/7

























